Omaggio a Domenico De Masi

Published in the Italian magazine “Sarapegbe”, January 09, 2024, Italy.

E’ in linea il N. 28 di SARAPEGBE, RIVISTA ITALIANA BILINGUE DI DIALOGO INTERCULTURALE. Potrete leggere in italiano e in portoghese. http://www.sarapegbe.net

Apriamo con un doveroso e sincero Omaggio a Domenico De Masi, sociologo, intellettuale italiano ed amico del Brasile. L’articolo è di Durval Noronha Goyos Jr, già Presidente in Brasile della UBE-Unione Brasiliana Scrittori.

A seguire, un bel saggio dello scrittore, poeta e critico letterario brasiliano Cyro de Mattos ci trasporterà nell’analisi dello stile e della scrittura di Jorge Amado.
Segnaliamo due articoli per ricordare il prof. Giovanni Ricciardi, uno dei più illustri brasilianisti italiani: si tratta di una bella testimonianza di Maria Fontes e di un un articolo (prima parte) dello stesso Giovanni Ricciardi sul poeta baiano Ildásio Tavares.
E ancora, un articolo su vita e azione del presidente umanista dell’Angola: il poeta Agostinho Neto. Per concludere, nell’Angolo dedicato alla Poesia, riportiamo l’Aria di Lorenzo, tratto da Lidia di Oxum, composta da Lindembergue Cardoso, con libretto di Ildásio Tavares. E’ questa la prima Opera negra baiana e prima opera brasiliana scritta in portoghese e youruba.

Qui il link con il Sommario del numero 28 e gli articoli, come sempre bilingue:
http://www.sarapegbe.net

Testo in Italiano

È morto a Roma il 9 settembre 2023 l’umanista Domenico De Masi, nato in provincia di Campobasso, nella regione italiana del Molise. De Masi è stato un professore, sociologo, filosofo e antropologo, ma soprattutto un notevole pensatore, la cui opera costituisce uno spartiacque negli studi di Sociologia del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Ha combattuto la povertà e il modello delle attività lavorative precarie, ha difeso la dignità dei lavoratori e ha proposto un formato per il lavoro condiviso con il tempo libero, in quello che ha definito “tempo libero creativo”.

Come analista delle società postindustriali, ha denunciato il successo ottenuto dalle politiche economiche “basate sull’egoismo istituzionalizzato, sulla competizione come metodo e sull’infelicità come obiettivo”. Allo stesso tempo, rilevava De Masi, “non c’è progresso senza felicità e non si può essere felici in un mondo segnato dall’iniqua distribuzione della ricchezza, del lavoro, del potere, della conoscenza, delle opportunità e della tutela”. Era un sostenitore del reddito minimo.

De Masi è stato accademico nel campo delle scienze della comunicazione e, come Umberto Eco, ha denunciato nel suo ultimo libro, “La felicità negata”, del 2022, la tendenza “della società ad abbandonare il flusso seducente, incessante e apparentemente libero dei mass media”, che porta alla colonizzazione mentale. Lui chiede come si può essere vittime di un simile incantesimo, che porta all’obesità informatica, ma che culturalmente è sempre privo di saggezza.

Domenico De Masi ha scritto trenta libri, il più noto dei quali è “L’Ozio Creativo” (2000), un’opera apprezzata e tradotta in tutto il mondo, con diverse edizioni anche in Brasile, che aggiorna il pensiero di Karl Marx nel “Filosofico Economico Manoscritti”, del 1844. Con “Tag – Le Parole del Tempo”, del 2015, rievoca il “Dizionario filosofico” di Voltaire e raggiunge la grandezza intellettuale di Benedetto Croce. In “Mappa Mundi”[i], del 2014, affermava che la specificità brasiliana e la virtù della tolleranza, derivanti dalla mescolanza etnica e dal sincretismo culturale, garantiscono un basso tasso di razzismo, promuovono la socialità… e la propensione ad assorbire contributi esterni.

Secondo De Masi, questi attributi permettono ai brasiliani di affrontare la realtà in modo positivo e di muoversi con disinvoltura tra diversi codici di condotta. Tutto per reinterpretare le regole e i linguaggi, che fluiscono tra i confini del sacro e del profano, del formale e dell’informale, tra pubblico e privato, tra emotivo e razionale, come ho affermato a Roma, il 28 maggio 2016, in una seduta solenne alla l’Ambasciata del Brasile, quando gli ho conferito, in qualità di presidente dell’Unione Brasiliana degli Scrittori (UBE), la medaglia Jorge Amado. È stato uno degli 8 destinatari del premio nei 77 anni di esistenza dell’UBE.

De Masi ebbe una ricca carriera accademica, cominciando con la formazione in Giurisprudenza a Perugia, con specializzazione a Parigi, seguita dall’incarico di Assistente di Sociologia presso l’Università Federico II di Napoli, fondata nel 1224. Dopo diversi incarichi simili, passò all’Università La Sapienza, di Roma, dove è stato preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, e poi professore emerito. Aveva uno stretto legame con il Brasile e la sua gente. La città di Rio de Janeiro gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

De Masi è nato nella stessa provincia di origine di mia madre, Sabella Maria Verginia, cosa che ci ha avvicinato quando ci siamo incontrati di persona tanti anni fa. Una volta gli dissi che mia madre diceva che non era pastiera di grano, un dolce tipico del sud Italia, non era di origine napoletana, ma molisana. “Lei ha ragione. Ci hanno rubato la ricetta”, rispose il grande umanista, in tono scherzoso, naturalmente.

[i] In Italia è uscito con il titolo “Mappa Mundi: modelli di vita per una società senza orientamento”. N.d.T.